Ostuni
Ostuni, città dell’Alto Salento, sorge in posizione panoramica su tre colli che si affacciano sulla Murgia costiera. Il suo nome deriva dal greco “Astu-neon”, città nuova, costruita dai messapi nel periodo precedente all’anno 1000 a.C., sui resti di insediamenti più antichi. Oggi è conosciuta come la “città bianca”, per il candore delle case del borgo antico imbiancate a calce e rappresenta un importante ed unico esempio di architettura meridionale. Alle caratteristiche case terrazzate del borgo si giunge attraverso un dedalo di viuzze, deliziose corti interne e strette scalinate che si arrampicano sul colle e che creano, attraverso un suggestivo gioco di luci ed ombre, particolari e affascinanti scorci dove è piacevole passeggiare. Sul bianco candore dei muri spiccano balconi, portali, cornici ed eleganti loggioni, scolpiti nella pietra dal caratteristico colore bruno. Sulla sommità del colle sorge la Cattedrale, il maggiore monumento cittadino. Costruita nella seconda metà del XV secolo in stile tardo-gotico, presenta una grande ricchezza di decorazioni su tutti i lati: dallo splendido rosone ai bassorilievi sui portali, dagli archi pensili ai doccioni ed edicolette. L’interno della chiesa è settecentesco con soffitto piano e cappelle barocche. La piazza antistante la cattedrale accoglie l’elegante Palazzo Vescovile e altri edifici risalenti al XVI sec. e al XVIII sec. Una delle più imponenti strutture esistenti nel centro storico di Ostuni è il complesso Monastico delle Benedettine intitolato a San Pietro. Il nucleo più antico del monastero risale alla prima metà del XVI sec., in seguito è stato sottoposto a diversi ampliamenti fino agli ultimi corpi di fabbrica risalenti agli inizi dell’Ottocento. La sua mole, caratterizzata dall’alto muro bugnato, contrasta col bianco candore delle piccole abitazioni circostanti. Al di fuori del borgo antico altri luoghi significativi di Ostuni sono l’ottocentesca Piazza Libertà, l’attigua Piazza S.Oronzo con l’elegante guglia (1771) dedicata al Santo protettore della città, gli edifici in stile rococò realizzati in questa area, e, infine, il Palazzo Municipale e la chiesa di san Francesco, importanti esempi dell’architettura monumentale ostunese dell’Ottocento.
I dintorni di Ostuni
Il territorio di Ostuni si estende per una superficie di 22.368 ettari e comprende le aree collinari delle Murge sud-orientali e la fascia costiera adriatica. Ai piedi della scarpata murgiana, su cui sorge Ostuni, sono presenti tre santuari con ambienti scavati nella roccia: il Santuario di Sant’Oronzo realizzato nel XVII sec. sopra la grotta abitata dal santo; il santuario di San Biagio sorto su un sito del XI sec.; il Santuario di Santa Maria d’Agnano annesso alla grotta di Agnano dove nel 1991 furono rinvenuti i resti di uno scheletro appartenuto ad una giovane donna in avanzato stato di gravidanza, vissuta durante l’epoca del Paleolitico Medio. Il paesaggio rurale che circonda Ostuni è caratterizzato dalle numerose costruzioni in pietra a secco che vanno dai monumenti funebri preistorici, i dolmen, ai fabbricati destinati ad abitazioni o a ricovero per animali come i trulli, le lamie, i paggjar, le casedde, fino alle specchie, acquari, cisterne e palmenti disseminati per le campagne e ai muretti a secco che cingono i terreni creando anche scenografici terrazzamenti. Tutte queste costruzioni che sorgono numerose nell’agro di Ostuni sono perfettamente integrate con il paesaggio naturale, in particolare per la tecnica costruttiva impiegata che sovrappone le pietre a secco senza l’utilizzo di malta o cemento. Un dolmen è situato nei pressi del centro abitato di Montalbano. E’ alto 1,7 metri ed è composto da due lastroni verticali che ne sorreggono uno orizzontale come copertura. Nelle vicinanze di contrada Pascarosa si erge la Specchia Satia, un enorme cumulo di pietre a secco a forma ellissoidale alto più di quattro metri, utilizzato in passato a scopo di avvistamento. Dalla sua sommità si possono vedere i centri abitati di Ostuni, Carovigno, Ceglie Messapica, Martina Franca, Locorotondo e Cisternino. Tra i numerosi trulli disseminati nelle campagne, di particolare interesse è il trullo sovrano, nei pressi della masseria Satia in contrada Pascarosa, così chiamato perché, a differenza degli altri trulli, si sviluppa su due piani. Costruito tra il 1644 e il 1647, possiede, oltre al nucleo destinato all’abitazione, diversi ambienti utilizzati come magazzini e come stalle. Oltre alle bellezze storico-architettoniche, il territorio di Ostuni è noto per le sue bellezze naturalistiche e paesaggistiche. Le dolci colline e i pendii terrazzati offrono scenografici panorami che spaziano sulla costa. Le piane degli oliveti secolari presentano vere e proprie sculture arboree di grande suggestione per i tronchi variamente contorti e cavi degli ulivi. Nei secoli passati il territorio di Ostuni era ricoperto da un esteso manto boschivo. In seguito, l’insediamento umano in queste aree ha determinato una graduale trasformazione del paesaggio, destinando gran parte del territorio all’agricoltura e al pascolo. Oggi sono ancora presenti delle aree boschive di notevole interesse paesaggistico, in genere diffuse sulle zone interne più difficili per la coltivazione. Tra queste il bosco di Carestia, il bosco di Santa Lucia della Selva e il bosco di Lamacoppa, siti, tra l’altro, di interesse regionale. In queste zone è presente una grande varietà di querce: il leccio, il fragno, la quercia virgiliana e la quercia da sughero. Immergersi in questi boschi, osservare la tipica macchia mediterranea composta da corbezzoli, mirti, viburni, pungitopo, ammirare la maestosità degli ulivi e dei carrubi, è un’occasione per conoscere questa terra straordinaria e affascinante e assaporarne le emozioni che è in grado di regalarci.


